Il Battesimo
Il battesimo è un sacramento presente all’interno delle comunità cristiane.
Con il termine latino sacramentum viene tradotto il greco mysterion che, nel Nuovo Testamento, non viene mai utilizzato per descrivere i gesti simbolici della chiesa.
Neanche negli scritti apostolici riusciamo a trovare un termine globale che racchiude in se il battesimo e la cena del Signore.
Assistiamo allo sviluppo di una teologia sacramentale solamente a partire da Agostino. Il vescovo di Ippona nella sua riflessione teologica sottolinea l’importanza dell’istituzione da parte di Gesù Cristo.
In questa prospettiva è chiaro che il battesimo e la cena del Signore rivestono un’importanza particolare.
I sacramenti iniziano ad essere considerati mezzi di grazia in quanto sono segni che rimandano a qualcosa di più grande, confermano un patto ed una promessa.
Da un lato essi ci richiamano alla morte e resurrezione di Gesù e dall’altro confermano la promessa del perdono dei peccati e la vita eterna.
La teoria agostiniana divenne poi oggetto di differenti interpretazioni.
Alcuni sostenevano la presenza reale della grazia nei sacramenti. Altri consideravano il gesto sacramentale strettamente simbolico in quanto la grazia era indicata e non contenuta.
La Riforma Protestante reagì ed iniziò a sottolineare la dimensione rituale del sacramento dimostrando la continuità con la tradizione precedente.
I riformatori collegarono la celebrazione del sacramento e la predicazione della parola. Il sacramento è un evento della parola, quello che in gergo agostiniano viene chiamato verbum visibile.
Anche all’interno del Protestantesimo si svilupparono posizioni differenti.
Lutero diede enfasi al fatto che Cristo è realmente presente nella celebrazione sacramentale, Zwingli privilegiò l’aspetto simbolico e ciò portò ad una rottura nel 1529 sulla questione della Cena. Calvino si pose in una posizione meno distante rispetto a quella di Lutero e sottolineò come l’azione dello Spirito andasse collegata al gesto sacramentale.
Da parte cattolica invece viene sottolineata la realtà sostanziale del sacramento, ovvero che la grazia consiste nell’intervento concreto della potenza di Dio.
Ancora oggi il numero dei sacramenti è oggetto di dissenso. Il battesimo e la cena del Signore, in quanto riferiti alla volontà di Cristo, nel Nuovo Testamento, sono gli unici riconosciuti nelle chiese protestanti mentre per il Cattolicesimo sono sette.
Oltre ai due già citati troviamo la confermazione, l’ordine, il matrimonio, la penitenza e l’unzione degli infermi.
Le origini storiche del battesimo cristiano sono oscure. Fino al XVI secolo la discussione su questo tema ha prodotto meno divisioni rispetto a quelle avute per la cena del Signore.
Gesù Cristo venne battezzato da Giovanni Battista nel fiume Giordano.
La prassi battesimale delle prime comunità viene ricondotta al comandamento di Gesù risorto che parla di un battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Matteo 28: 18-20).
Nelle scritture neotestamentari troviamo anche il battesimo “nel nome di Gesù” (Atti 8:16; 10:48; 19;5) che possiamo dedurre fosse un uso liturgico arcaico. Questa formula viene ancora utilizzata da alcune comunità Pentecostali.
Ad oggi l’unica formula riconosciuta a livello ecumenico è quella trinitaria.
Nella chiesa dei primi secoli solo i credenti ricevevano il battesimo. Venivano battezzati coloro che accoglievano la predicazione e, dopo un percorso formativo, entravano a far parte della comunità.
Nel Nuovo Testamento incontriamo anche il battesimo di Spirito Santo che viene menzionato nei quattro vangeli ma compare in forme diverse: Nei vangeli di Marco (Marco 1:7-8) e Giovanni (Giovanni 1: 26-27) colui che verrà “battezzerà nello Spirito Santo” mentre in Matteo (Matteo 3:11) e Luca (Luca 3:16) viene detto che “Egli battezzerà con Spirito Santo e fuoco”.
Ci sono interpretazioni dottrinali differenti sul battesimo di Spirito Santo:
1) Per il Cattolicesimo tale pratica coincide con il sacramento della confermazione.
2) La teologia Protestante si attesa su due concezioni di massima. La prima ritiene che tale carisma è collegato alla salvezza e viene ricevuto dal credente nel momento della conversione. La seconda lo ritiene un’esperienza distinta da ricercare nelle tappe successive della vita cristiana.
3) Secondo la dottrina Pentecostale, il credente battezzato mediante Spirito Santo ne viene riempito ed inizia a parlare in altre lingue, come avvenne ai discepoli nel giorno di Pentecoste. Il parlare in lingue è ritenuto un segno esteriore che attesta come il credente sia stato ricoperto dalla “potenza dall’alto”.
La pratica del battesimo degli infanti inizia a diffondersi a partire dal II secolo ma diverrà pratica comunemente accettata non prima del V secolo.
Ci furono due fattori determinanti che favorirono la transizione:
1) Il Cristianesimo divenne religione ufficiale dell’impero. La chiesa iniziò a coincidere con la società e l’ingresso nell’una segna l’inserimento nell’altra.
Questo viene chiamato fattore sociologico.
2) Il secondo fattore è strettamente teologico.
Iniziò a diffondersi la dottrina agostiniana del peccato originale, inteso come colpa ereditata dai progenitori (Genesi 3) fino a noi. Il battesimo inizia ad essere compreso come evento che elimina la separazione da Dio e quindi andava celebrato il prima possibile per evitare che il bimbo morisse senza poter accedere allo “stato di grazia”.
La teologia battesimale della chiesa conobbe uno sconvolgimento durante gli anni della Riforma.
Martin Lutero si attenne alla tradizione pedobattista collegandola all’idea di grazia previdente ovvero che il battesimo dei fanciulli rappresentava l’azione della grazia di Dio indipendente dalla volontà umana.
Zwingli e Calvino svilupparono una teologia del patto che vedeva nel battesimo, descritto nel Nuovo Testamento, la continuità con la circoncisione anticotestamentaria come segno d’ingresso nel popolo dell’alleanza.
La Riforma Protestante incontrò serie difficoltà a giustificare teologicamente il pedobattismo e ciò portò alla costituzione di una dissidenza da parte degli anabattisti (ribattezzatori) che riconoscevano unicamente il battesimo dei credenti.
I riformatori reagirono duramente verso tale dissenso che sviluppò una discussione violenta tra le parti.
Il movimento anabattista venne duramente represso non solo dai riformatori ma anche dai cattolici romani. Dopo il tragico fallimento dell’esperienza di Münster nel 1535, le battaglie degli anabattisti vennero riprese dai mennoniti (movimento che prende il nome dal fondatore, l’ex sacerdote cattolico, Menno Simons) ma anche essi vennero fortemente perseguitati.
Nel XVII secolo furono le chiese battiste (ala radicale del puritanesimo inglese) a tenere alta la bandiera del battesimo dei credenti. Grazie al loro sviluppo, avvenuto soprattutto negli Stati Uniti, oggi costituiscono una delle denominazioni protestanti più numerose al mondo.
Nel Novecento si è assistito ad un aumento esponenziale dei movimenti pentecostali, anche loro fortemente legati alla pratica del battesimo dei credenti.
Questo lascia pensare che nel futuro prossimo, il cristianesimo di stampo evangelico, sarà guidato da questo tipo di comunità.
La maggior parte delle chiese che condividono la pratica pedobattista (Chiesa cattolica romana, Chiesa luterana, Chiese della Comunione anglicana, riformati, metodisti e Chiese ortodosse) si sono fortemente impegnate, nel corso del XX secolo, nel cammino ecumenico.
Ad oggi, nonostante le differenze teologiche che ancora rimangono tra cattolici e protestanti, viene praticato un reciproco riconoscimento del battesimo. In caso di passaggio da una famiglia ecclesiale all’altra il sacramento in precedenza ricevuto non dovrebbe venire ripetuto.
Il dibattito su questa tematica si sta svolgendo con le chiese battiste che, in base alla loro conformazione, non riconoscono il battesimo degli infanti. Nelle maggior parte dei casi il credente viene ribattezzato.
Il desiderio delle chiese di tradizione pedobattista è che anche i loro membri venissero riconosciuti dalle chiese battiste come credenti battezzati.
Le chiese battiste sono aperte alla comunione ecclesiale con le comunità di differente tradizione solo che, i membri delle altre chiese, anche se cristiani, non vengono riconosciuti come battezzati. Per i battisti c’è la possibilità di una piena comunione con i non battezzati.
A questa problematica pone una possibile soluzione il teologo inglese P.S.Fiddes.
Secondo lui, c’è la possibilità che i battisti possano riconoscere come battezzati, i credenti che hanno ricevuto il battesimo da bambini, a seguito di una confessione di fede pubblica di fronte alla comunità (pratica conosciuta come “confermazione”).
Così verrebbe riconosciuto l’insieme del processo di iniziazione, con il successivo esito, data la presenza dei due elementi essenziali (battesimo e confessione di fede) anche se non coincidono cronologicamente.
La proposta di Fiddes sembra soddisfare le esigenze del cammino ecumenico ma purtroppo non ha trovato riscontro in tutte le comunità battiste.
La posizione ecumenica riguardo al battesimo resta paradossale. C’è un riconoscimento completo tra cattolici e protestanti mentre gli ortodossi presentano tratti più ambigui nonostante le aperture.
Però, tra le chiese che riconoscono l’unità nel battesimo, non vi è comunione eucaristica. Tra le chiese protestanti (pedobattiste) e le chiese battiste è presente la comunione eucaristica nonostante l’assenza della comunione nel battesimo.
Nonostante il battesimo sia spesso presentato in chiave ecumenica come il punto che riscuote un ampio consenso, la questione del riconoscimento del pedobattismo da parte delle chiese battiste rimane aperto.
Esistono anche altri temi di dibattito che troppo spesso vengono minimizzati:
1) Il riconoscimento da parte degli ortodossi del battesimo delle altre chiese.
2) Il cattolicesimo romano, nonostante riconosca il battesimo altrui, ha tratto delle conclusioni sull’ecclesiologia e sull’ospitalità eucaristica ritenute deludenti dalle chiese nate dalla Riforma.
In conclusione, possiamo dedurre che, il dialogo ecumenico anche se con lentezza, tende ad espandere le visioni comuni tra le chiese ed a prepararle alle sfide di questo secolo.
Vista la crescente secolarizzazione della società in cui viviamo e la grande crescita delle famiglie cristiane nei paesi di recente evangelizzazione rimane sempre più opportuno confrontarsi non solo sulle proprie ecclesiologie o dottrine ma anche sulle tradizioni relative al battesimo.